Garzaniti M.

Bosnia

Bosnia Bosnien Sec. X - XV

Di particolare interesse è la voce Bosnia, che in DEM viene interpretata da F. Šanjek dal punto di vista croato, mentre in LMA (Bosnien) S. Cirkovic offre una lettura, certamente più equilibrata, ma in chiave serba. In DEM la voce Bosnia contiene persino una forte vena polemica, che rischia di distorcere la stessa realtà. Si sottolinea la sua appartenenza all’Occidente e alla giurisdizione ecclesiastica romana, facendo risaltare in primo piano i rapporti con la Croazia e l’opera degli ordini mendicanti, soprattutto dei francescani. Parlando dei “cristiani bosniaci” si fa riferimento solo ai catari, e non ai bogomili. In LMA si sottolinea, invece, la presenza del monachesimo orientale e lo stretto rapporto della Bosnia con il regno serbo. In realtà appare chiaramente che, al di là delle speculazioni di parte, la Bosnia è un territorio di confine nella lotta secolare fra il regno ungherese, che aveva già annesso la Croazia, e l’impero bizantino, che aveva conquistato l’impero bulgaro. Solo con la crisi dell’impero bizantino e la nascita della potenza serba si osserva il primo sviluppo di un’organizzazione statuale sotto l’egida del bano (Banus), che durante la crisi dei regni balcanici sotto la pressione turca estese ampiamente i suoi possedimenti, fino a trasformarsi in un regno (1377), pur sempre in stretta connessione con il regno ungherese. In questo processo si distinsero alcuni bani e sovrani, membri della famiglia dei Kotromanici (Tvrtko I e Tvrtko II). La creazione nel territorio bosniaco dell’Erzegovina (Herzegowina) sotto la famiglia dei Kosace, realizzatasi nel XV sec., si conservò anche dopo la conquista ottomana. La questione dei “cristiani bosniaci” (anche detta chiesa bosniaca) rimane oggetto di speculazioni, soprattutto a causa delle scarse fonti, anche se è evidente il rapporto con le eresie medievali del bogomilismo e catarismo, di cui forse rappresenta l’anello di congiunzione. Allo stesso tempo le crociate, fortemente volute dal regno ungherese, andrebbero interpretate nel contesto più generale delle crociate del mediterraneo orientale e del Baltico.

 

Bibliografia

J. M. Bak, Banus, in Lexikon des Mittelalters, vol. I, Stuttgart-Weimar 1999, p. 1424.

F. Šanjek, Bosnia, in Dizionario Enciclopedico del Medioevo,vol. I, Roma 1998, pp. 272-273.

S. Ćirković, Bosnien, in Lexikon des Mittelalters, vol. II, Stuttgart-Weimar 1999, pp. 472-477.

S. Ćirković, Herzegowina, in Lexikon des Mittelalters, vol. IV, Stuttgart-Weimar 1999, p. 2189.

S. Ćirković, Kosace, in Lexikon des Mittelalters, vol. V, Stuttgart-Weimar 1999, p. 1455.

S. Ćirković, Kotromanici, in Lexikon des Mittelalters, vol. V, Stuttgart-Weimar 1999, p. 1463.

S. Ćirković, Tvrtko I., in Lexikon des Mittelalters, vol. VIII, Stuttgart-Weimar 1999, pp. 1127-1128.

S. Ćirković, Tvrtko II., in Lexikon des Mittelalters, vol. VIII, Stuttgart-Weimar 1999, p. 1128.

A cura di D. Pierozzi

Di: Garzaniti M.
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