Garzaniti M.

Bureaucracy in Byzantium

Sec. VII-XV

Questa riflessione di A. Carile può essere di grande utilità per comprendere la storia dei paesi slavi che gravitarono introno a Bisanzio. A Bisanzio, «l’autocrazia provocò la sostituzione del ruolo della nobiltà con il ruolo della gerarchia, che esaurì in sé la nozione di nobiltà utilizzando la visualizzazione semantica della struttura gerarchica della società tardoantica, e rimodellando il suo lessico di segni e di simboli, secondo un sistema binario in cui rango e funzione, corredati del determinativo relativo, che reduplica la sfera semantica della titolatura, concorrono in modo non univoco alla definizione della preminenza» (A. Carile, Immagine e realtà nel mondo bizantino, Bologna 2000, p. 208). A più riprese nel suo saggio Carile parla dell’«opera di ridefinizione e precisazione dei ruoli di precedenza» all’interno della gerarchia. A suo parere comunque fra l’XI e il XIV secolo a Bisanzio si formò una sorta di clan imperiale, «una confluenza multipla di ceppi familiari di Ducas, Comneni, Angeli, Paleologi, di fatto una sola famiglia, con una sorta di ripartizione interna della cosa pubblica in forme di appannaggio, ovvero di principati territoriali, di cui la Cipro […] e la Trebisonda […] anticipano o accompagnano la proliferazione di Stati regionali Greci a seguito della IV crociata» (ivi, pp. 215-6). 


Di: Garzaniti M.
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