Dell'Olmo E.

Correspondence between Ivan the terrible and Kurbskij

Sec. XVI

Nel 1564 il principe Andrej Kurbskij, alto ufficiale dell’esercito russo di stanza nella città di Vol’mar, decise di lasciare per sempre la Russia e di fuggire in Lituania, confidando nella protezione del re polacco, Sigismondo Augusto. Poco dopo la fuga, egli farà recapitare a Mosca una lettera d’accusa nei confronti dello zar Ivan il Terribile, dando così inizio a uno straordinario scambio epistolare, che vede protagonisti gli esponenti di due mondi contrapposti: l’uno portatore dei valori dell’umanesimo ereditati da Massimo il Greco, l’altro erede della tradizione bizantina e saldo rappresentante dell’autocrazia ortodossa. Ne risulta un aspro confronto su temi fondamentali quali la giustizia, la fede, il potere e la libertà. Se Kurbskij critica le crudeltà e le punizioni messe in atto dallo zar, giudicandole gratuite e ispirate dal demonio, Ivan, da parte sua, rivendica il diritto a utilizzare gli strumenti della groza, cioè della minaccia che incute timore (da cui groznyj, tradotto con “terribile”) per mantenere la pace nell’impero ortodosso. La sua concezione del potere deriva da una visione della storia secondo cui lo zar è l’Unto dal Signore, il cui compito è quello di custodire l’ortodossia ed esercitare l’autocrazia fino al giorno del Giudizio universale. Attraverso il confronto con il principe Kurbskij si esplica la contrapposizione fra la tradizione culturale ortodossa della Moscovia del xvi secolo e le prime aspirazioni alla modernità che portano la Russia a volgere inevitabilmente lo sguardo a Occidente. 

Bibliografia: D. S. Lichačev, Ja. S. Lur’e (a cura di), Lettere e testamento di Ivan il Terribile, trad. it. di M. Olsufieva, Milano 1972; G. Maniscalco Basile, La sovranità ecumenica del Gran Principe di Mosca. Genesi di una dottrina (fine xv-inizio xvi secolo), Milano 1983; F. Martelli, Lo zar e il suo doppio. Simbologie e metafore dell’ideologia monarchica nella Russia ivaniana, Bologna 2001; P. Gonneau, Ivan le Terrible ou le métier de tyran, Paris 2014.



Di: Dell'Olmo E.
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