Venezia e gli Slavi

Sec. VII-XV

Il rapporto fra Venezia e le popolazioni slave è stato costante fin dai primi secoli del medioevo, considerata soprattutto la contiguità dei territori veneziani con quelli slavi balcanici. Già agli albori dell’anno 1000, quando Venezia cominciava la sua espansione nel mar Adriatico, il doge Pietro ii Orseolo, dopo aver guidato la flotta contro i pirati narentani che con le loro incursioni devastavano le coste adriatiche, ricevette la sottomissione delle città costiere istriane e dalmate e il riconoscimento del titolo di Dux Venetiae et Dalmatiae da parte dell’imperatore bizantino. Da quel momento l’Istria e la Dalmazia rimasero sotto il controllo veneziano per circa quattrocento anni, nonostante gli attacchi dei normanni nel XII secolo e vari tentativi di Bisanzio di riappropriarsi di quei territori. In seguito alla quarta crociata e allo smembramento dell’impero bizantino, anche Ragusa subì a lungo l’influenza veneziana, conservando però una forte autonomia. Nel corso del XIV-XV secolo i territori costieri dalmati e croati furono spesso contesi alla Repubblica di Venezia prima dal regno d’Ungheria e poi dall’impero ottomano, tuttavia la Serenissima riuscì sempre a mantenere il controllo su quelle terre con l’esclusione di Ragusa fino alla sua caduta nel 1797. 

Bibliografia: F. C. Lane, Storia di Venezia, Torino 1983; C. Diehl, La Repubblica di Venezia, Roma 2004; L. Wolff, Venezia e gli slavi. La scoperta della Dalmazia nell’età dell’illuminismo, Venezia 2006.


Di: Cilento A.
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