Histoire et Culture dans l’Italie Byzantine

Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2021

Jacob A., Martin J. M., Noyé G.

Histoire et Culture dans l’Italie Byzantine

A cura di Jacob A., Martin J. M., Noyé G. - École Française de Rome, Rome 2006

Collection de l'École française de Rome, 363


Il XX Congresso Internazionale di Studi Bizantini ha fornito un’occasione importante per riflettere sulla ricerca concernente l’Italia bizantina, intesa nelle varie determinazioni cronologiche per cui tale definizione tradizionalmente viene applicata: Italia bizantina in periodo esarcale; Italia meridionale bizantina nei secoli IX-XI e Italia greca post-bizantina. Il volume raccoglie infatti i testi delle comunicazioni presentate alla tavola rotonda tenutasi al Congresso di Parigi nel 2001 e interamente dedicata all’ Italie byzantine. Si tratta dunque di una pubblicazione importante, che contiene ricerche numerose in settori diversi, ma che non pretende tuttavia di costituire una sintesi. Lo scopo appare piuttosto quello di presentare le acquisizioni attuali e alcune delle vie che permettono di far progredire la ricerca su un’area geografica le cui vicende appartengono tanto all’Oriente quanto all’Occidente.

Notevole, oltre all’ampiezza dell’arco cronologico, è la varietà degli approcci e dei metodi che spazia dallo studio dei testi letterari e documentari alle ricerche archeologiche, sigillografiche e numismatiche.Il volume è suddiviso in cinque sezioni, che corrispondono ciascuna a un ambito specifico di ricerca: una dedicato ai testi e alla loro trasmissione (Philologie, codicologie, épigraphie), una alla storia dell’arte, e ben tre sezioni intitolate Histoire et Archéologi,e che contengono numerosi contributi raccolti secondo un principio cronologico e spaziale, ma anche tematico (Esarcato e Sicilia fino al secolo VIII; archeologia e cultura materiale delle aree bizantine tra V e XII secolo, Italia meridionale nei secoli IX-XI). Nella prima sezione trovano posto tematiche che spaziano dalla trasmissione dei testi nella letteratura bizantina dell’Italia meridionale (vedi i contributi di Jean Irigoin e di André Jacob) alle decorazioni dei manoscritti (Irmgard Hutter) e alle ricerche di agiografia (Follieri, Acconcia Longo). Nella seconda sezione un contributo di sintesi generale di M. Falla Castelfranchi è dedicato alla produzione pittorica di tendenza bizantina nel Mezzogiorno d’Italia durante i secoli centrali della dominazione. Questi studio è l’occasione per ricordare le molteplici testimonianze pittoriche che, rimaste a lungo inedite o mal note, contribuiscono invece a delineare un quadro per certi versi insospettato che sembra confermare il giudizio del celebre intellettuale bizantino Michele Psello, secondo cui l’Italia era “la provincia più prestigiosa dell’impero”. Grande rilevanza è data nei contributi alla cultura materiale, in particolare della Calabria, regione meglio esplorata e nella quale la presenza bizantina non ha conosciuto soluzione di continuità. A questa regione sono dedicati diversi studi che indagano aspetti relativi alle produzioni ceramiche (C. Raimondo), agli insediamenti (G. Noyé), alle strutture rupestri (A. Coscarella), ai monasteri fortificati del limes (G. Roma) e agli aspetti più in generale inerenti alla Calabria bizantina come fenomeno di lunga durata (G. Di Gangi e C. Lebole).
Il volume si chiude infine con uno studio comparato sui rapporti fra cristiani e saraceni in Italia meridionale e in Asia minore (S. Efthymiadis); chiusura quanto mai significativa perché indica una pista importante per la ricerca futura, che dovrà indagare sui fenomeni storici e culturali in una prospettiva di continuo confronto fra le aree regionali dell’impero bizantino.

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http://www.publications.efrome.it/opencms/export/sites/efrome/documenti/C363_HISTOIRE_CULTURE_ITALIE_BYZANTINE_TABLE_DES_MATIERES.pdf (.pdf dell' Indice)
http://www.publications.efrome.it/opencms/export/sites/efrome/documenti/C363_HISTOIRE_CULTURE_ITALIE_BYZANTINE_INTRODUCTION.pdf (.pdf dell'Introduzione)